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Storia

Il racconto è storico e narra in modo appassionante la diffusione del cristianesimo nella Grande Moravia del 9°secolo. I protagonisti del dramma-documentario sono i missionari Costantino (più tardi conosciuto come Cirillo) e suo fratello Metodio , canonizzati e definiti Apostoli degli slavi. La storia si svolge negli anni 826 e 885.

Seguiamo i momenti salienti dell’infanzia e dell’adolescenza dei due fratelli di Salonicco, le loro vicissitudini a Costantinopoli e il primo viaggio missionario in Arabia, presso i Cazari dove trovano le reliquie del terzo papa e martire, Clemente I. Seguiamo Costantino nella disputa sull’iconoclastia, eresia che ha colpito tutto l’impero bizantino e le vicende di Metodio , governatore della regione Stirmione, regione soggetta a continue ribellioni.

Dopo la richiesta all’imperatore di Bisanzio da parte del principe moravo Rostislav di mandare dei maestri cristiani nel territorio della Grande Moravia, assistiamo alla nascita della scrittura paleoslava (il glagolitico) e delle prime traduzioni dei libri sacri e liturgici. Dopo il difficile viaggio di Costantino e Metodio da Costantinopoli alla Grande Moravia, inizia la parte centrale della vicenda: la drammatica lotta che introdurrà il cristianesimo nei Paesi slavi (in particolare nella Moravia). I due fratelli, nel loro zelo missionario, trovano un ambiente pagano ostile (erano fortemente radicati i culti per gli dei e i demoni pagani, le abitudini, la magia …) ma si troveranno anche immersi nella lotta per la difesa della liturgia slava che suscita la contrarietà dei sacerdoti latini e la forte resistenza da parte dell’Impero Franco. Costantino e Metodio fondano una propria scuola, introducono la scrittura slava e la fede cristiana e, nello stesso tempo, trattano con i sovrani dell’epoca, con l’imperatore e con lo stesso Papa di Roma. Oltre alla diffusione del cristianesimo e all’edificazione della Chiesa autonoma della Grande Moravia, essi riescono anche a fondare uno stato di diritto.

La dura lotta per il mantenimento di una Chiesa morava continua anche fuori dagli stretti confini territoriali. Costantino e Metodio vogliono far ordinare sacerdoti i loro discepoli, ma devono prima difendere la loro opera nel sinodo di Venezia e, subito dopo, a Roma davanti al Papa. Qui, quasi per miracolo, riescono ad ottenere il benestare per la celebrazione della liturgia slava che sarà la base per la costruzione di una Chiesa autonoma morava. Costantino, che già da bambino soffriva di tubercolosi, si ammala seriamente e muore a Roma. Dopo la sua morte il fratello Metodio continua l’opera missionaria e viene nominato primo arcivescovo moravo.

Nel frattempo in Moravia si susseguono gravi disordini. Il principe moravo Rostislav viene tradito dal nipote Svatopluk e consegnato nelle mani del re franco che lo fa accecare per impadronirsi della regione. Svatopluk non ottiene il riconoscimento per il suo tradimento, anzi viene imprigionato e il governo della Moravia viene affidato ai margravi franchi. I moravi però non li accettano e si ribellano. Il re libera Svatopluk e lo mette a capo del suo forte esercito . Svatopluk però passa dalla parte dei moravi e in un aspro conflitto armato riesce a far uccidere tutti i soldati franchi. I franchi, catturato l’arcivescovo Metodio, lo condannano a vivere per due anni e mezzo in un pozzo, come un animale. Dopo torture disumane, l’ intervento del Papa costringerà i vescovi bavaresi a liberare Metodio che torna finalmente nella grande Moravia e finire la sua opera.

Svatopluk diventa il principe della grande Moravia e riesce presto a conquistare vasti territori. Metodio traduce tutta la Bibbia. Deve però difendersi dai pregiudizi dei preti latini, in particolare del prete latino Wiching , diventato vescovo di Nitra, una parte importante della Moravia dell’epoca. Con una serie di intrighi egli riesce a far perdere a Metodio l’appoggio di Roma dove nel frattempo è stato eletto un nuovo Papa, Stefano V. Prima di morire Metodio nomina come suo successore Gorazd, uno dei suoi migliori discepoli. I nemici riusciranno però, grazie ad una falsa lettera, a distruggere l’opera dei due fratelli. Dopo la morte di Metodio infatti ottengono la distruzione di molti libri preziosi e la cacciata di tutti i discepoli slavi dal territorio della Grande Moravia, dove nessuno di loro potrà più rimettere piede.

Ciononostante l’opera dei due fratelli rimarrà viva nei secoli e influenzerà la storia culturale e religiosa non solo in Occidente (in una buona parte dell’Europa) ma anche in Oriente (a Bisanzio, in Russia) e costituirà la base su cui si svilupperà tutto il cristianesimo dell’Europa Orientale.


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